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Voci da Abya Yala

Con questa serie di pubblicazioni abbiamo avviato un’esperienza di dif-
fusione in Italia di voci ‘indio-latine’ provenienti da Abya Yala, cioè da quel
continente impropriamente definito ‘latinoamericano’ nel quale è viva la re-
sistenza al pensiero unico, capitalista e patriarcale, attraverso molteplici e-
sperienze di costruzione di ‘un mondo capace di contenere molti mondi di-
versi’.
Crediamo che l’importanza di queste voci risieda soprattutto nell’ispirare
nuove risposte a quella che appare come la più profonda delle crisi in cui
siamo immersi: quella dell’immaginazione politica e sociale.
Adele, Aldo, Claudio, Maria Pia, Matteo
camminardomandando@gmail.com

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titolo originale:
Las 7 piezas sueltas del rompecabeza mundial
giugno 1997

traduzione a cura di «Camminar domandando»

il testo è disponibile su internet all’indirizzo:
www.camminardomandando.wordpress.com

Per informazioni o osservazioni sul testo scrivere a:
camminardomandando@gmail.com

L’immagine in copertina è un paliacate, un fazzoletto da collo con
disegni caratteristici usato nei costumi tradizionali messicani. Le
donne zapatiste del Chiapas lo indossano sul viso come simbolo di
ribellione. «Ci copriamo il volto per essere visti. Quando andavamo
a volto scoperto non ci vedevate», disse il Sub-comandante Marcos,
riferendosi ai passamontagna degli uomini e al paliacate delle don-
ne zapatiste.

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Subcomandante Marcos

Le sette tessere ‘ribelli’
del rompicapo globale

La IV guerra mondiale è cominciata

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USA e Canada. il capitalismo. che con la loro insurrezione chiedevano Giustizia. La lettura proposta da questo libro era semplice e in- carnava il discorso dominante dell’Occidente trionfante sul blocco sovietico: alla fine del XX secolo. Introduzione (a cura di «Camminar domandando») Nel 1992 la fine della Guerra Fredda veniva celebrata simbolicamente dalla letteratura storiografica con un libro dal titolo La fine della storia e l’ultimo uomo. Rappresenta una delle più importanti tappe d’ingresso del Messico nell’economia globalizzata. nessun’altra miglioria sarebbe più stata auspicabile né possibile. e. il progresso della storia universale dell’umanità raggiungeva la sua conclusio- ne con la forma di Stato delle democrazie liberali. ovviamente. dopo 12 giorni di con- flitto armato. di Francis Fuku- yama. 6 . Demo- crazia e Libertà. In economia. Da quel momen- 1In italiano: Ora basta! 2Il NAFTA (North American Free Trade Agreement) è l’accordo di libero scambio tra Messico. rinunciavano all’uso della violenza sotto la pressante richiesta della società civile messicana e interna- zionale che solidarizzava con la loro causa. si levò una voce che attirò su di sé gli sguardi di tutto il mondo: Ya Ba- sta!1 Era il primo gennaio del 1994.2 erano gli indigeni maya campe- sinos dell’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Naziona- le). la perfetta controparte che indirizzava e sosteneva questa for- ma politica era e doveva continuare ad essere. dai margini del Messico. essendo quest’ultima la forma politica perfetta. in Chiapas. il giorno di entrata in vi- gore in Messico del NAFTA. disorientate ed intente ad elaborare il loro lutto. recuperavano le terre ancestrali che dalla Conquista erano state loro strappate. Mentre le sinistre parlamentari orfane crollavano e si tra- sformavano ovunque.

uno degli elementi che ha contrad- distinto e dato forza e colore alla loro esperienza. centrato su quella che loro chiamano la costruzione dell’autonomia. si sarebbero potuti aspettare. Di tutti i suoi scritti.to. 1997. Apparso nel 1997. Però (. la sua capacità di scrittore ha permesso al mondo dei comunicati politici di entrare nell’ambito della letteratura. 1998). allora. Per dirla con le parole di Zibechi: Nei territori dove ha le sue basi. Il loro grido era ed è tuttora contro ogni forma di capitali- smo e per la costruzione di un mondo dove siano contenuti mol- ti mondi. lasciando spazio all’analisi asciutta e sistematica del mostro contro cui gli zapatisti si 7 .. tre an- ni dopo l’inizio della loro insurrezione. lo zapatismo ha creato un mondo nuovo. che hanno reso nota la lotta zapatista in tutto il mondo. dando vita a personaggi quali il vecchio Antonio e Don Durito (Marcos. I suoi racconti hanno saputo fondere l’immagina- rio fiabesco della cosmovisione indigena con quello della narrazione politica. sostituire al fuoco delle armi l’uso della parola come ponte per incontrarsi con gli ‘altri’ e le ‘al- tre’ è stato. 2015). Non è ‘il’ mondo che avevamo immaginato nella nostra vecchia metafora della transizione: uno Stato-nazione dove si costruisce una totalità simmetrica a quella capitalista e che pretende di essere la sua negazione. senza dubbio. storie e libri. quello che qui vi presentiamo costi- tuisce.). In questo cammino. radicato in basso e a sinistra.. vengo- no relegati ai margini dell’opera. un’eccezione. il loro percorso è andato crescendo e ha imboccato strade che in pochi. senza dubbio. E il ruolo del subcomandante Marcos in questo ‘processo comunicati- vo’ è stato di certo fondamentale: autore di più di 200 tra saggi. ne Le sette tessere il tono fiabesco e poetico. così come lo stile discorsivo. in questo mon- do ci sono tutti gli ingredienti del mondo nuovo: dalle scuole agli o- spedali fino alle forme autonome di governo e di produzione (Zibechi.

Era la ‘Quarta guerra mondiale’ che. Alcune tesi sulla lotta antisistemica. ma anzi come inizio di un nuovo e più feroce conflitto. e ciò che è peggio è che ancora non si intravedono possibilità di un suo epilogo: la possiamo toccare con mano anche nella nostra geografia ita- 3 SubMarcos. dunque. il tentativo di questo te- sto è quello di fare luce. che non solo è effettivamente in corso. appunto. ma una descrizione della guerra che. E riguardo all’uso che qui si fa del termine guerra. che dall’alto e con mezzi inediti sarebbe stato sferrato contro tutti i popoli.stavano ribellando: il neoliberismo. la guerra fredda viene riletta come terza guerra mondiale. per rileggere questa guerra non con la narrazione di chi dall’alto la sta sferrando. E tra le rovine fumanti che questo conflitto già lasciava sulla superficie del pianeta. e la sua fine non come la pacificazione che avreb- be lasciato spazio al progresso ultimo della storia dell’uma- nità. ma che anzi è nel pieno del suo potenziale distruttivo. cominciava.3 Se dunque nel 1997 la quarta guerra mondiale era appena cominciata. attraverso sette delle sue tesse- re. Sette elementi. una precisazione sembra doverosa: questa non può essere in- tesa come semplice metafora. perché «la sua sopravvivenza e la sua crescita dipendono pri- mariamente dalla guerra e da tutto ciò che ad essa si associa e che essa implica». Non una dissertazione sul ‘che fare’ rivoluzionario (che gli zapatisti si sono sempre rifiutati di suggerire) né un aggiornamento sulla lotta zapati- sta. unendo assieme al- cuni pezzi sparsi dell’incomprensibile puzzle incarnato dalla globalizzazione neoliberista. secondo loro. vedi appendice. bensì come concetto centrale senza il quale non si potrebbe capire il sistema capitalista. Così. possiamo affermare ora. ma con gli occhi di coloro che stanno in basso e che la subiscono ogni giorno. con 18 anni di retrospet- tiva. 8 . rimettere ordine. il neo- liberismo stava sferrando all’umanità intera.

Certamente non intendiamo riproporvi questo testo come il recupero di un’analisi profetica che oggigiorno si avvera con scientifica esattezza: sono infatti diverse le vie che dal 1997 il capitalismo ha imboccato per trasformarsi affinché rimanesse intatta la sua essenza devastatrice. Come ha ben scritto recentemente Wallerstein: Gli USA hanno perso la loro indiscussa egemonia sul siste- ma mondo e ci siamo mossi verso un mondo con assetto multi- polare.liana ed europea. Ma nonostante questo. riservandoci amare sorprese. in modo tale da non vedersi spiazzate dalle ma- novre di altri (Wallerstein. (.. Tra le tante. sono giunti sino al nostro giardino eu- ropeo: nel giro di pochi anni. 2015). ci sembra davvero di trovarci catapultati in mezzo alla riorganizzazione di una megalopoli commerciale in cui veniamo ricollocati come periferia. hanno fatto il loro ingresso nel bel mezzo della fine della storia. dove la 9 . prima fra tutte il crollo dell’egemonia degli Stati Uniti nella geopolitica globale.. nella politica così come in tutti gli ambiti del nostro vivere quotidiano. sono tanti gli aspetti che ci sugge- riscono quanto questo testo sia estremamente attuale. qui descritte sin dal principio come nuovo micidiale strumento di riorganizzazione dei territori da parte del capitalismo globale. tra 10 e 12 è un numero eccessivamente grande perché si verifichi che qualcuna di que- ste (potenze) sia sicura che i suoi punti di vista debbano preva- lere.) Nel corso di molto tempo la decadenza è stata un processo lento che tuttavia ha iniziato a precipitare dopo il 2003 come risultato del disastroso tentativo di invertire la decadenza invadendo l’Iraq. la bomba finanziaria esplosa nel 2008 e i cui ef- fetti. Il risultato è che queste potenze stanno barattando alleanze costantemente. Le bombe finanziarie. Il nostro mondo multipolare conta 10-12 po- tenze con forza sufficiente per intraprendere politiche relativa- mente autonome. Nonostante questo. vie che allora sarebbe stato azzardato ipotizzare. ancora visibili.

tanto delle sette tessere che qui Marcos descrive sembra essere quotidianamente sotto ai nostri occhi: l’estrema e crescente polarizzazione di povertà e ricchezza. ovvero l’annichilimento di tutto ciò che dà coesione ad una società:4 le sue molteplici identità col- lettive. sotto i diktat di BCE. in questo processo. viene lentamente erosa. E così potremmo continuare a descrivere quanto di queste tessere ancora riusciamo a rintracciare nella nostra realtà. Insomma. di utilizzarle per ri- leggere e dare un ordine altro a ciò che accade nel nostro contesto internazionale. L’importanza di ripubblicare e rileggere oggi questo testo non può tuttavia esaurirsi nell’attualizzare la sua proposta di 4 Si veda la prima lettera dello scambio epistolare tra il subcomandante Marcos e Luis Villoro in Etica a Politica. ma rimandiamo invece ai lettori l’invito posto dallo stesso auto- re: quello di ritagliarle e colorarle. Ma ancora peggio. 10 . le sue forme autonome di organizzazione e produzione. gennaio-febbraio 2011. disponibile su http://chiapasbg. ovvero. FMI e UE.sovranità degli Stati-nazione. il crimine organizzato che è profondamente penetrato nei sistemi politici ed economici degli Stati nazionali. la creazione dell’incubo del migrante come nemico utile a nascondere la figura del padrone. Il nostro contributo in questo senso vuole essere quello di ri- proporvi questo prezioso testo aggiornando all’attualità i da- ti e le informazioni in esso riportati. i suoi legami di solidarietà. che Marcos chiama distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordinamento. incarnata dalla ‘perfetta’ forma delle democrazie liberali. nazionale e nei territori di ognuno.com/2011/03/13/subcomandante-marcos-sulle-guer re/. ciò che appare come sempre più evidente è la distruzione del tessu- to sociale dei territori. il potere dei centri fi- nanziari tanto grande da poter prescindere dal segno politico di chi detiene il potere in una nazione.

ma un servizio che ognuno offre alla comunità. Come lo stesso Marcos ha dichia- rato: È nostra convinzione e nostra pratica che per ribellarsi e lot- tare non sono necessari né leader né capi né messia né salvatori. in cui il principio fondamentale che vige è sempre lo stesso: che i po- poli comandino e i governi obbediscano. l’avanguardismo. Caracoles).6 Questo processo di trasformazione si è reso visibile recen- temente. in occasione dell’apertura delle comunità zapatiste 5 Questo principio viene comunemente chiamato dagli zapatisti mandar obedeciendo. L’aver abbandonato la strada del potere. Infatti. comandare obbedendo. Municipi. 11 . nella demo- crazia diretta delle loro assemblee e nei tre livelli di governo che si sono costruiti (Comunità. ovvero. Una rottura chiara con uno dei surrogati più forti del potere nei movimenti rivolu- zionari. né il risultato di privilegi sociali o di genere.Il saluto del Subcomandante Marcos. fosse per via armata o elettorale. in italiano. disponibile su http://chiapasbg. 6 Tra Luce ed ombra . e dove pri- ma di tutto si apprende la vita politica. la tenace ricerca di forme altre di fare poli- tica. nell’osservare in retrospettiva ciò che gli za- patisti hanno costruito in questi 21 anni di lotta. Per lottare c’è bisogno solo di un po’ di vergogna. non possia- mo che ricordare quanto di più profondo ci hanno mostrato. L’averlo creato invece in basso il potere.com/2014/05/25/tra-luce-ed-ombra/. nelle comunità.5 Dove cioè il mandato che dalle comunità viene affidato ai loro incaricati può essere costantemente revocato in caso di inadempienze di questi ul- timi. rinunciando al- la sua conquista. E dove l’essere incaricati non è una prerogativa dei pro- fessionisti della politica. che dunque spetta a tutti e tutte in maniera rotativa.analisi. un tanto di dignità e molta organizzazione. Prima di tutto.

hanno accolto altrettante migliaia di ‘studenti’ venuti da tutti gli angoli del mondo. il subcomandante Marcos. ripubblicando oggi questo testo. che è stato così distrutto. ha cessato di esistere. e ai mondi diversi che in basso stiamo costruen- do e che ancora possiamo costruire.8 l’autore di que- sto testo. Un processo che non poteva che culminare con la dissolu- zione. 8 Nel maggio 2014. Un’occasione che ci ha mostrato come possano. cele- briamo quella lotta e quella costruzione giunta ad una nuova tappa di maturità. importante punto di riferimento della escuelita zapatista nel- la zona della Realidad.7 in cui migliaia tra i compas zapatisti. Un personaggio non più necessario. Ha annunciato in pubblico di essere stato una montatura. donne e bambini. uomini e donne ordinari ma organizzati. cambiare dal basso il loro mondo. 7 L’Escuelita si è tenuta la prima volta nell’estate 2013 e l’esperienza è stata ripetuta nel dicembre 2013 e nel gennaio 2014. E allora. fatto su misura per loro. anche nell’immaginario simbolico.all’interno dell’esperienza della Escuelita. Recentemente è stato comunicato che nel luglio e nel dicembre 2015 verranno aperti il secondo e terzo livello per chi ha già partecipato al primo. Nel maggio 2014. non con la supponenza di chi ha la ricetta per cambiare il mondo. segnando definitivamente una nuova fase della lot- ta zapatista. ma riaffidiamo questo difficile cammino anche a noi. ma come compagni di viaggio capaci di guardare negli occhi i loro simili. un ologramma. in occasione dell’incontro tenuto in risposta ai tragici fatti avvenuti a la Realidad. per condividere le con- quiste. i dolori e gli errori del loro cammino. della figura del leader. 12 . l’imboscata di un gruppo di paramilitari apparte- nenti al gruppo della CIOAC-H ha portato alla brutale uccisione del mae- stro Galeano. creato ad arte dagli zapatisti e le zapatiste per dare ai media e al mondo occidentale l’unico personaggio che sarebbero stati in grado di riconoscere. giovani e anziani.

È indispensabile studiarla a fondo. l’incubo errante Tessera 4: Mondializzazione finanziaria e globalizzazione della corruzione e del crimine Tessera 5: La legittima violenza di un potere illegittimo? Tessera 6: La megapolitica e i nani Tessera 7: Le sacche di resistenza La guerra è una questione di vitale importanza per lo Stato. è la provincia della vita e della mor- te. senz’ombra di dubbio. (L’arte della guerra. o Guerra Fredda. il cammino che conduce alla sopravvivenza o all’annichilimento. il neoliberismo come siste- ma mondiale. ma è difficile dire chi sia il vincitore. non significa che il mondo abbia superato il bipolarismo o che sia stabilmente sotto l’egemonia del vincitore. Sun Tzu) La globalizzazione moderna. Eu- ropa occidentale? Stati Uniti? Giappone? Tutti questi? Il fatto è che la sconfitta dell’impero del male (Reagan e Thatcher dixe- 13 . Al termine di questa guerra si è avuto. un vinto (il campo socialista). deve essere intesa come una nuova guerra di conquista di territori. Le sette tessere ‘ribelli del rompicapo globale (Il neoliberismo come rompicapo: l’inutile unità mondiale che frammenta e distrugge nazioni) Tessera 1: La concentrazione della ricchezza e la distribuzione della povertà Tessera 2: La globalizzazione dello sfruttamento Tessera 3: Migrazioni. La fine della III Guerra Mondiale.

org/wi 14 . Strana mo- dernità. questa volta tra coloro che si erano auto-nominati l’impero del bene. con scenari alterni e con gradi diversi di intensità. la IV Guerra Mondiale si fa ora tra i grandi centri finanziari. E al di là della ridefinizione degli Stati nazionali. questa. forza lavoro qualificata. l’ordine mondiale è tornato allo stile delle vecchie epoche delle con- quiste dell’America. Il numero di morti aggiornato non è disponibile (fonte: http://en. Non solo: la fine della Guerra Fredda ha portato con sé una nuova cornice nelle relazioni internazionali.wikipedia.. la IV. . Per ottenerlo si dispiega un’al- tra guerra. una ridefinizione degli Stati naziona- li. come in tutte le guerre. Ma il posto di padrone del mondo è uno solo.d. soprattutto. per conquistarli. dell’Africa e dell’Oceania. Il risultato.runt) ha significato l’apertura di nuovi mercati senza un nuovo padrone. nella quale la nuova lotta per i nuovi mercati e territori ha causato una nuova guerra mondiale. e molti so- no gli aspiranti ad occuparlo. il tramonto del XX secolo assomiglia di più ai brutali secoli precedenti che al placido e razionale futuro di qualche romanzo di fantascien- za. Questo ha reso necessaria. 9 N. Dalla fine della II Guerra Mondiale fino al 1992 si sono svolte 149 guerre in tutto il mondo. Nel mondo del Dopoguerra Freddo vasti territori. Ciò ha condotto quindi a una lotta per prenderne possesso..9 non lascia dubbi sull’intensità di questa III Guerra Mondiale (i dati sono dell’Unicef). 23 milioni di morti. Se la III Guerra Mondiale è stata tra il capitalismo e il so- cialismo (capeggiati rispettivamente dagli Usa e dall’Urss). ric- chezze e.t.Dal 1992 al 2014 si sono aggiunti 92 nuovi conflitti. aspettavano un nuovo padrone. con scenari globali e con un’intensità acuta e costante. che avanza indietreggiando.

economico e sociale dell’Europa dell’est e del- l’Urss). Europa occidenta- le e Giappone). e lo hanno diluito come alternativa sociale. di un nuovo teatro di opera- zioni mondiali: grandi ‘terre di nessuno’ (create dal fallimen- to politico. La III Guerra Mondiale ha mostrato i vantaggi della ‘guerra totale’ (ovunque e in ogni forma) dal punto di vista del trionfatore: il capitalismo. Questa ‘cerebraliz- zazione generale’ dei mezzi di produzione (lo stesso avviene sia nell’industria che nei servizi) è accelerata dall’esplosione di nuove ricerche nelle telecomunicazioni e dalla proliferazione dei cybermondi (Ramonet. di fatto. e una nuova rivo- luzione tecnologica: l’informatica. Però lo scenario del dopoguer- ra ha assunto il profilo. potenze in espansione (Stati Uniti. Dalle catacombe dello spionaggio internazionale fino allo spazio siderale della cosiddetta Iniziativa di Difesa Strategica (le ‘guerre stellari’ del cowboy Ronald Reagan). a Cuba. fino al Delta del Mekong. hanno finito per dissolvere il campo socialista come sistema mondiale. dalle ignobili mano- vre degli eserciti Nato fino agli agenti della Cia nella Bolivia dell’assassinio di Che Guevara. crisi economica mondiale.org/wiki/List_of_wars_2011-present.wikipedia. dalla sfrenata corsa nucleare fino ai selvaggi colpi di Stato nella dolorante America latina. 1997a). l’attuale rivoluzione informatica punta a rimpiazzare il cervello (per lo meno in un numero cre- scente delle sue funzioni) con il computer. http://en. Così come la rivoluzione industriale permise di rimpiazzare il muscolo con la macchina.wikipedia. che. nono- stante il continuo cambiamento di scenario e l’incessante ti- ra-e-molla della crisi nucleare (o precisamente per questo). ki/List_of_wars_1990-2002. http://en. la guerra impropriamente chiamata ‘Fredda’ ha raggiunto alte temperature. dalle sabbie della Baia dei Porci. 15 .org/wiki/List_of_wars_ 2003-10). in Vietnam.

la guerra iniziata dal neoliberismo rimbalza da un lato all’altro e ferisce chi l’ha sparata. E non solo. è liquidato dalle cannonate della nuova era del- l’economia finanziaria globale. ha cominciato allora a sviluppare la sua strategia bellica. La ‘mondializza- zione’ della nuova guerra non è altro che la mondializzazio- ne delle logiche dei mercati finanziari. Da regolatori dell’eco- nomia. 16 . Come una pallottola sparata dentro una stanza blindata. la finanza. Tramite la rivoluzione tecnologica. una guerra mondiale totalmente totale! Uno dei primi caduti di questa nuova guerra è il mercato nazionale. i poteri pubblici. Il colpo è stato tanto brutale e definitivo che gli Stati nazionali non dispongono della forza necessaria per opporsi all’azione dei mercati internazionali che vanno contro gli interessi dei cittadini e dei governi. La curata e ordinata vetrina che si supponeva fosse stata ereditata dalla fine Guerra Fredda. Una delle basi fonda- mentali del potere dello Stato capitalista moderno. Il re supremo del capitale. ed è penetrato e si è appropriato di tutti gli aspetti dell’attività sociale. il mercato nazionale. Il capitalismo mondiale sacrifica senza alcuna misericordia ciò che gli ha assicurato futuro e progetto storico: il capitalismo nazionale. la logica del mercato ha approfittato della ‘porosità’ che. fino all’inutilità. dal cardine del potere finanziario: il libero scambio commerciale. imposta al mondo intero per mezzo di un com- puter. il ‘nuovo ordine mondia- le’. si è frantumata sotto l’urto neoliberista. in tutto lo spettro sociale del mondo. nel nuovo mondo e su ciò che restava in piedi del vecchio. i mercati finanziari hanno imposto le loro leggi e i loro precetti a tutto il pianeta. a loro arbitrio. o meglio ancora telecomandati. Il capitalismo internazionale riscuote alcune delle sue vittime fiaccando i capitalismi na- zionali e smagrendo. gli Stati nazionali (e i loro governanti) sono passati ad essere regolati. Alla fine. è stata provocata dallo sviluppo delle telecomunicazioni.

e una forza lavoro risistemata nel nuovo mercato del lavoro mondiale. in questo caso) e im- pone la morte. ma una periferia che si aggiunge a qualcuna delle megalopoli commerciali del nuovo ipermercato mondiale. infatti. come in tutti i campi di battaglia. La nuova bomba neoliberista. riorganizza e riordina ciò che attacca e lo ricompone come una tessera all’interno del puzzle della globalizzazione economica. Il figlio (il neoliberismo) divora il pa- dre (il capitalismo nazionale). non solo distrugge ‘selettiva- mente’. o decine di migliaia di vite spente. una nuova ‘meraviglia’ bellica sarebbe stata scoperta. non solo distrugge la polis (la Nazione. il risultato non è un mucchio di rovine fu- manti. né eguaglian- za. La ‘vir- tù’ di quest’arma è che distrugge solo la vita e risparmia gli edifici e le cose. il terrore e la miseria a chi la abita. 17 . Dopo il suo effet- to di distruzione. all’inizio della IV Guerra Mondiale: la bomba finanziaria.Imprese e Stati crollano in pochi minuti. i loro abitanti) senza doverle ricostruire (e pagare per questo). e di passaggio distrugge tutti i discorsi ingannevoli dell’ideologia capitalista: nel nuovo or- dine mondiale non c’è democrazia. Però. né fraternità. in esso. o. regna il caos. Nello scenario mondiale prodotto dalla fine della Guerra Fredda si percepisce solo un nuovo campo di battaglia e. Già si potevano distruggere intere città (ov- vero. a differenza della sua antenata atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki. Verso la fine della Guerra Fredda. ma per le ondate delle burrasche finanziarie. il capitalismo aveva creato un nuovo orrore bellico: la bomba a neutroni. però non per le tormente delle rivoluzioni proletarie. L’industria delle armi si era felicitata con se stessa. l’’irra- zionalità’ delle bombe nucleari veniva soppiantata dalla nuova ‘razionalità’ della bomba a neutroni. a diffe- renza della bomba a neutroni. in più. La bomba neoliberista. né libertà.

Mes- sico.. Dagli Stati nazionali alla Federazione europea. è un risultato dell’attuale IV Guerra Mondiale. Qui.10 Le megalopoli sostituiscono le nazioni? No. Algeria. secondo la sua sigla in ingle- se) tra Canada. la globalizzazione economica ha ottenuto di cancellare le frontiere tra Stati rivali. anche. Giappone. Cile. nemici tra loro da molto tempo. senza che i popoli siano informati di ciò che contengo- no. dove il Trattato di libero com- mercio del Nord America (Nafta. e ricostruzione/riordinamento 10 N. Australia. in Africa del Sud. Le zone commerciali integrate sono il terreno su cui si erigono. in tutto il pianeta esplo- dono le bombe finanziarie e riconquistano territori. Paraguay e Uruguay.d.. da un lato. Malesia. e riassegnano loro funzioni.I trattati più recenti e ancora in discussione sono il Trattato Transatlantico di Partnership (TTIP) tra Usa e UE e il Trattato Transpacifi- co (TPP) tra Usa. Perù. Libia e Mauritania. Canada. una delle megalopoli prodotte dal neo- liberismo. nel Vicino Oriente. e una di esse sarà la civiltà europea. Le includono. il cammino economicista della guerra neoliberista nel cosiddetto ‘Vec- chio Continente’ sarà disseminato di distruzione e di rovine. Paesi interi si trasformano in dipartimenti della me- gaimpresa neoliberista. Le megalopoli si riproducono in tutto il pianeta. L’Unione europea. o non solo. limiti e possi- bilità. . Stati Uniti e Messico non è altro che il prelu- dio del compimento di una vecchia aspirazione di conquista statunitense: «L’America agli americani». Singapore e Vietnam. in Asia. In Africa del Nord. nel Pacifico. Così avviene nell’America del Nord. Nuova Zelanda. con l’Unione del Maghreb arabo (Uma) tra Marocco.t. nel Mar Nero. In America del Sud si segue lo stesso cammino con il Mercosur tra Argentina. Brasile. e li ha obbligati a convergere e a pianificare l’unione politica. Questi trattati vengono discussi in segreto. Tuni- sia. Il neoliberismo produce così distru- zione/spopolamento. 18 . Brunei.

culturale e stori- co nei confronti della globalizzazione economica) e produ- cendo uno spopolamento qualitativo nei loro territori. nella IV deflagrazione mondiale non accade lo stesso con le super- bombe finanziarie. come in una guerra. Questo spopolamento consiste nel prescindere da tutti coloro che sono inutili alla nuova economia di mercato (per esempio gli indigeni). Intanto. politico. fertilizzanti. però quel che ottiene è distruggere le relazioni sociali ed economiche tradizionali. Di esempi che illustrano questa strategia è pieno il mondo indigeno: Ian Chambers. i centri finanziari operano. . Sì. distruggendo le basi materiali della sovranità nazionale (ostacolo etico. si- multaneamente. intimidatorio e coercitivo. Sul terreno rurale. per aprire nuovi mercati o modernizzare quelli esistenti.t. Se nella III Guerra Mondiale le bombe nucleari avevano un carattere dissuasivo. Ma oltre a questo. giuridico.d. la IV Guerra Mondiale produce questo effetto. diserbanti e insetticidi. Queste armi servono ad attaccare territori (Stati nazionali). la produzione per l’esportazione e l’esodo dalle campagne. per esempio. direttore dell’Ufficio del Centro Ame- 11 N. ammendanti. 19 .Secondo la Rivoluzione Verde. da cui l’accaparramento di terre. una ricostruzione degli Stati nazionali e li riordinano secondo la nuova logica del mercato mondiale (i modelli economici sviluppati si impongono su relazioni so- ciali deboli o inesistenti).dall’altro. di regioni e nazioni. il piccolo contadino va sosti- tuito dallo sfruttamento intensivo di ampie estensioni con l’ausilio di mac- chinari agricoli. La modernizzazione rurale. cerca di incrementare la produtti- vità agricola. nelle zone urbane si satura il mercato del lavoro e la distri- buzione diseguale del reddito è la ‘giustizia’ che spetta a chi cerca migliori condizioni di vita. Risultato: un esodo mas- siccio dai campi alle città.11 che i mercati finanziari esigono.

Come tutte le iniziative imprenditoriali (e di guerra). Così. si compiono distruzione/spopolamento e ricostruzio- ne/riordinamento dell’area interessata. I governi ‘nazionali’ si incaricano di amministrare gli affari nelle diverse regioni del mondo. la prostituzione e le droghe. economiche e politiche si avvicinano più al modello di un moderno centro commerciale che a una fe- derazione politica. 20 . l’unificazione del mondo intero in un unico mercato. (. Le nazioni sono botteghe di dipartimenti con gestori sotto forma di governi. non hanno bisogno di esserlo. «non sor- prendono i tanti conflitti per l’utilizzo e la destinazione delle loro terre a favore degli interessi di governi e imprese.. calcolata in 300 milioni di persone. Senza dubbio. In questa nuova guerra mondiale. il modello ideologico che accompagna il neoliberismo nella sua conqui- sta del pianeta ha molto di vecchio e di ammuffito. Questo è il ‘nuovo ordine mondiale’. Al seguito dei progetti di investimento ar- rivano l’inquinamento. I nuovi pa- droni del mondo non sono ‘governo’. Nel gigantesco ipermercato mondiale circolano liberamente le merci. e le nuove alleanze regionali. Adesso la politica è solo un’organizzatrice economica. vive in zone che posseg- gono il 60% delle risorse naturali del pianeta. 28 maggio 1997).rica dell’Organizzazione internazionale del lavoro (delle Nazioni Unite). non le persone.. la politica moderna come organizzatrice dello Stato nazionale non esiste più. L’unificazione prodotta dal neoliberismo è economica. ha dichiarato che la popolazione indigena mondiale. e i po- litici sono moderni amministratori di impresa.) Lo sfruttamento delle risorse naturali (petrolio e minerali) e il turismo sono le principali industrie che minacciano i territori indigeni in America» (intervista di Martha Garcia. tra tante novità. Vale a dire. que- sta globalizzazione economica si associa ad un modello ge- nerale di pensiero. è l’unificazione dei mercati che facilita la circola- zione del denaro e delle merci. La Jornada.

come in tutte le guerre. ora procede di pari passo con i mercati finanziari. ci sono pezzi rotti di questa realtà di- strutta. Almeno sette di queste tessere si possono ricostruire. La peg- giore e la più crudele. alimentando la speranza che questo conflitto mondiale non finisca con l’uccidere il con- tendente più debole: l’umanità. Una guerra. dunque. la IV. in Vietnam negli anni sessanta e. ci sono vincitori e vinti. Per cercare di comporre l’assurdo rompicapo del mondo neoliberista mancano molte tessere. L’american way of life che accompagnò le truppe nordame- ricane in Europa nella II Guerra Mondiale. Alcune si posso- no trovare tra le rovine che questa guerra mondiale ha già lasciato sulla superficie del pianeta. Il dignitoso passato indigeno dei paesi del continente americano. Il neoliberismo impone così una guerra totale: la distruzione di nazioni e di gruppi di nazioni per omolo- garle al modello capitalista nordamericano. 21 . Però. Quella che il neoliberismo sferra o- vunque e con ogni mezzo contro l’umanità. ma anche (e in modo tanto impo- nente quanto poco studiato) di una distruzione storica e cul- turale. la brillante civiltà europea e la poderosa e ricca antichità di Africa e Oceania. nella Guerra del Golfo. ci sono combattimenti. una guerra mondiale. Non si tratta solo di una distruzione fisica delle basi ma- teriali degli Stati nazionali. tutte le culture e le storie che hanno forgiato nazioni sono attaccate dallo stile di vita nor- damericano. più recentemente.

colorare.d.t. diversi modelli sociali hanno fatto a gara per elevare l’assurdo come segno distintivo del- l’ordine mondiale. ai due poli della società mondiale. il rompicapo mondiale. La settima è la multiforme sacca di resistenza del- l’umanità contro il neoliberismo. La sesta è il mistero del- la megapolitica. ritagliare per tentare di comporre. di ricchezze e povertà. solo 500 milioni godono di un certo benessere. di 7. mentre i 12 N.info/world-population/).com/world-poverty-statistics/). La quarta è la nauseabonda relazione tra crimine e Potere. worldometers. terzo del sistema plane- tario solare. La prima è la doppia accumulazione. perché la sua ‘di- stribuzione’ della ricchezza sociale non fa altro che distribui- re una doppia assurdità di accumulazione: l’accumulazione della ricchezza nelle mani di pochi. La quinta è la violenza dello Stato. 3 miliardi di per- sone con meno di 2 dollari e mezzo al giorno (fonte: http://www. La terza è l’incubo di una parte errante dell’umanità.12 Tra di essi. La seconda è lo sfruttamento totale della totalità del mondo. e l’accumulazione della povertà per milioni di esseri umani. Sicuramente il neoliberismo otterrà un posto privilegiato al momento dei premi. ospita cinque miliardi di esseri umani. L’ingiustizia e la disuguaglianza sono i caratteri distintivi del mondo attuale.3 miliardi (fonte: http://www. Nella storia dell’umanità. 22 . Il pianeta Terra. Sette tessere da disegnare.statistic brain. al 2015. . insieme ad altre. Tessera 1 La concentrazione della ricchezza e la distribuzione della povertà La figura 1 si costruisce disegnando un simbolo monetario. L’80% della popo- lazione mondiale vive con meno di 10 dollari al giorno.La popolazione mondiale è.

Nelle cosiddette ‘economie capitaliste avanzate’ il numero dei disoccupati arriva già a 41 milioni di lavoratori.t – Nel 2013.A luglio 2014. i disoccupati nell’area Ocse erano 45 milioni (fonte: http://stats. I ricchi sono pochi e i poveri sono molti. ma l’equilibrio tra gli estremi si ottiene per mezzo della ricchezza: i ricchi suppliscono all’inferiorità numerica con migliaia di milioni di dollari. il 10% della popolazione mondiale possiede l’86% della ricchezza. ossia qualcosa come 2 miliardi e 600 milioni di persone. 23 . quella della Ford è più importante del PIL dell’Africa del Sud.13 Le sottili catene d’oro degli orolo- gi finanziari si trasformano in pesanti catene per milioni di persone.t. Mentre la «cifra degli affari della General Motors è più alta del Prodotto Interno Lordo della Danimarca.d. dei governi e delle amministrazioni) ha oltrepassato i 33 13 N.org/Index.d. Il rapporto tra ricchi e poveri è un doppio assurdo.oecd. ol- tre al fatto di dover affrontare i tagli di personale nelle im- prese. la chiusura di fabbriche e la delocalizzazione dei centri produttivi. a poco a poco. La differenza quantitativa è criminale.pdf). il carattere della società mondiale moderna: il fragile equilibrio di diseguaglianze assurde. . I patrimoni delle 358 persone più ricche del mondo (mi- gliaia di milioni di dollari) è superiore al reddito annuale del 45% degli abitanti più poveri. mentre il 50% più povero possiede solo l’1% (fonte: http: // resistir .info/varios/global_wealth_report_2013. e quella della Toyota supera il PIL della Norvegia» (Ramonet. La decadenza del sistema economico neoliberista è uno scandalo: «Il debito mondiale (compreso quello delle impre- se.14 La concentrazione della ricchezza in poche mani e la di- stribuzione della povertà in molte delinea. 14 N.aspx?DatasetCode=STLABOUR#). per tutti i lavoratori i salari reali sono precipitati.restanti quattro miliardi e mezzo soffrono la povertà e tenta- no di sopravvivere. 1997b).

il 10% dei più poveri ha perso il 13% del potere d’acquisto.t.d.900. Nel 2014 i 10 più ricchi hanno incamerato il 50% della ricchezza prodotta (fonte: http: // www.3 trilioni di dollari.Nel 2014.org.census.2%.16 In Gran Bretagna il numero dei senzatetto è raddoppiato. tutt’altro.t.wsj.Nel Regno Unito. La differenza da eliminare tra ricchi e poveri è incredibile e non pare avere alcuna tendenza a ridursi. soprattutto nelle nazioni capitaliste svi- luppate: negli Stati Uniti. 1997).uk/pages/ home less-def-numbers.credit-suisse. La crescita delle grandi multinazionali non implica il pro- gresso delle nazioni sviluppate. L’80% dei nordamericani più poveri non si sono spartiti che l’1. il 20% di persone nella fascia più alta ha incamerato l’84% della ricchezza prodotta. più si acutizza la povertà nei co- siddetti ‘paesi ricchi’. come dire il 130% del Pro- dotto Interno Lordo (PIL) mondiale»15 (Clairmont. il 50% della popolazione possiede l’1% della ricchez- za (fonte: https:// publications.html).t.Il debito mondiale è oggi di 223. .1% dell’insieme della ricchezza nazionale del paese tra il 1983 e il 1989. . mentre il 10% 15 N. più guadagna- no i giganti della finanza. l’1% dei nordamericani più ricchi ha incamerato il 61. Al contrario. Nel 2011. il numero dei britannici che vivono in povertà (definita come meno della metà del salario minimo) è passato da 5 milioni a 13 milioni e 700 mila.com/economics/2013/ 05/11/ number-of-the-week-total-world-debt-load-at-313-of-gdp/). le famiglie senzatetto nel Regno Unito sono 84.crisis. com/tasks/render/file/?file ID=60931FDE-A2D2-F568-B0 1B58C5EA591 A4).html). Nel 2013. 16 N. . Lungi dall’attenuarsi. A livello globale.miliardi e 100 milioni di dollari. 17 N. la disegua- glianza si accentua.17 il numero dei bambi- ni che vivono solo con gli aiuti sociali è passato dal 7% nel 1979 al 26% nel 1994.d. gov/topics/income. il 330% del PIL mondiale (fonte: http://blogs. non diciamo dall’essere eliminata. i senzatetto sono aumentati del 37% dal 2010 al 2014 (del 77% a Londra) (fonte: http://www. 24 . l’1% degli americani più ricchi possiede più ric- chezza del 90% degli americani.d.

con un patrimonio di 301 miliardi di sterline (fonte: http://www. i 25 uomini più ricchi possiedono 930 miliardi di dollari. Francia (19). Svizzera (8). i miliardari nel Regno Unito sono 104 (erano 88 nel 2013).d. il centro del potere si colloca nel cerchio più ri- stretto delle prime duecento: dall’inizio degli anni ottanta. gov. Polonia e Grecia (fonte: https://www. uk/ government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/325416/ho useholds-below-average-income-1994-1995-2012-2013.3 milioni di per- sone non superano la soglia della povertà (fonte: https:// www. . esse hanno avuto un’espansione ininterrotta a causa delle fusioni e degli acquisti di imprese da ‘salvare’. 20. p. 42).1 milioni sono bambini (fonte: http:// labour list. In questo modo.18 All’inizio degli anni novanta. produzione manifatturie- ra. con le loro 170 mila filiali. . Le prime duecento sono conglomerati le cui attività planeta- rie coprono senza distinzione i settori primario. 19 N. di cui 4.neumann. aprile 1997). commercio. Usa (53). secondario e terziario: grandi sfruttamenti agricoli.pdf). 18 N. ecc.org/sites/www.dei più ricchi ha guadagnato il 65%.pdf. sempre nel Regno Unito.6 milioni di persone in povertà assoluta. Germania (23). Globalmente. p. servizi finanziari. 25 .bbc.Ora le società transnazionali sono 60. Nel 2013.org/files/download/state_of_po wer_hyperlinked_0. Regno Unito (11).tni. e le maggiori hanno capitali che superano il Pil di 162 nazioni su 195. e da cinque anni in qua si è raddoppiato il numero dei milionari (dati di Le Monde Diplomatique. inclusi Israele.tni.000 con 300.d. l’economia internazionale nei loro tenta- coli.com/ news/uk-27360032). con un aumento del 9% nei primi 9 mesi del 2013 (fon- te: http://www. Geograficamente.Nel Regno Unito nel 2014 ci sono 10. Nel 2014. Corea del Sud (6). 1). circa 37 mila grandi imprese transnazionali stringevano.000 filiali. 1997).t.19 Tuttavia.pdf. esse si distribuiscono in dieci paesi: Giappone (62). Italia (5) e Paesi Bassi (4) (Clairmont.t. la parte di capitale transnazionale nel PIL mondiale è passata dal 17% della metà degli anni sessanta al 24% del 1982 e a più del 30% nel 1995.edu/academics/ divisions/business/journal/Review_SP06/pdf/transnational_corporation s.org/2014/07/number-of-people-living-in-absolute-poverty-rises-to-al most-11-million/).

d. Tessera 2 $ La globalizzazione dello sfruttamento La figura 2 si costruisce disegnando un triangolo. Coloratela di ver- de dollaro. secondo la Banca mondiale) era di circa 200 milioni di persone. .8 milioni di salariati. e malgrado ciò queste duecento multinazionali impiegano solo 18.globalissues.75% della ma- nodopera del pianeta21 (Ramonet. 21 N.t. ossia meno dello 0. 26 . il 50% della popolazione mondiale viveva con me- no di 2. la popolazione consi- derata povera (con meno di un dollaro al giorno di reddito per far fronte alle proprie necessità elementari. il fatturato delle duecento imprese più importanti del piane- ta rappresenta più di un quarto dell’attività economica mondia- le. disoccupazione e precarietà del la- voro sono sue conseguenze strutturali. All’ini- zio degli anni novanta ammontava già a due miliardi di es- seri umani. Come la crescita del potere politico di un re non ha come conseguenza un aumento del potere politico dei sudditi (anzi il contrario). Non preoccupatevi dell’odore nauseabondo: l’aroma di sterco. costruita disegnando il simbolo del dolla- ro.Per le transnazionali. Negli anni delle decadi 1960-1970.Nel 2008. Povertà. rappresenta il potere economico.La figura 1.org/article/26/poverty-facts-and-stats).50 dollari al giorno. Ma non è così. 1997b). l’utilizzo di forza lavoro non è in rap- porto ai ricavi.20 Inoltre.d.t. fango e sangue ce l’ha dalla nascita. l’assolutismo del capitale finanzia- rio non migliora la distribuzione della ricchezza né genera maggior lavoro. 20 N. . e l’80% con meno di 10 dollari (fonte: http:// www. Una delle falsità neoliberiste consiste nel dire che la cre- scita economica delle imprese comporta una migliore distri- buzione della ricchezza e un aumento dell’occupazione.

come nel caso dei disoccupati o dei precari) nel piano globalizzatore dell’economia. il numero di componenti della PEA era di 3. 27 . La Popolazione Mondiale Impiegata per Attività (PMIA) si è modificata in maniera sostanziale negli ultimi vent’anni. Però il ‘nuovo ordine mondiale’ non solo colloca questa nuova forza lavoro in spazi geografici e produttivi.d.374 milioni di lavora- tori nel 1990.org/global/research/global-reports /global-employment-trends/2014/WCMS_234879/lang—en/index. Le tendenze di crescita dei settori industria e servizi e di decremento degli occupati in agricoltura sono confermate dai dati. . . meno persone ricche e più arricchite. il settore terziario è 22 N.Nel 2013. Questa ‘ri- voluzione’ sociale non significa altro che un riaggiustamen- to.376 milioni nel 1960 a 2. principalmente della forza lavoro. vedi: http://www. indu- stria e servizi.23 nell’industria. Più esseri umani poveri e più impoveriti. La PMIA del settore agricolo e della pesca è passata dal 22% del 1970 al 12% del 1990. mentre il settore terziario (commercio.t. ovvero di generare ricchezza. TOTL. La nuova rivo- luzione tecnologica (l’informatica) e la nuova rivoluzione po- litica (le megalopoli emergenti sulle rovine degli Stati nazio- nali) producono una nuova ‘rivoluzione’ sociale. Nel caso dei paesi sottosviluppati.org/indicator/SL. il sistema capitalista mondiale ‘modernizza’ la produ- zione. N/countries /1W?display=graph).d.t. 23 N. banche e servizi) è cresciuto dal 42% del 1970 al 56% del 1990.687.314.ilo. Per arrivare a tale as- surdo. ma inserisce anche il suo po- sto (o il suo non-posto.worldbank. traspor- ti. queste sono le lezioni del disegno del- la tessera 1 del rompicapo neoliberista.TLF.htm).Per i dati sulla popolazione impiegata in agricoltura. dal 25% del 1970 al 56% del 1990. 22 Un maggior numero di esseri umani con ca- pacità di lavoro. la circolazione e il consumo di merci. La Popolazione Economicamente Attiva (PEA) mondiale è passata da 1.966 (fonte: http://data. un riordinamento delle forze sociali.

t. ilo. Ma questo sfruttamento del lavoro infantile non esiste solo nei paesi sottosviluppati: il 40% dei bambini in- glesi e il 20% dei bambini francesi lavorano per integrare il reddito familiare o per sopravvivere.39 milioni so- no lavoratori del sesso. un milione di bambini entri nel commercio sessuale25 (dati in Ochoa Chi. amministrata con criteri ‘modernizzatori’. delle donne e dei lavoratori migran- ti. unicef. mentre la loro popolazione impiegata in agricoltura e nella pesca è calata dal 30% del 1970 al 15% del 1990 (dati da Ochoa Chi. La ‘moderna’ produzione capitalista continua ad essere basata sul lavoro dei bambini. pdf). bambini. 24 N. L’Onu calcola che. Inoltre si dice che 146 milioni di bambini asiatici lavo- rino nella produzione di componentistica per automobili. Il sistema neoliberista agisce così come un mega-padrone. 28 . 1.htm).cresciuto dal 40% del 1970 al 57% del 1990. 1997). alimenti.Il lavoro di soggetti vulnerabili (donne. 25 N.org/eapro/Fact_sheet_SexualExploitation.d. concependo il mercato mondiale come un’impresa unitaria. alme- no 100 milioni vivono letteralmente sulla strada e 200 milioni lavorano.3 milioni di vittime del lavoro forzato. nelle fonderie e nelle fabbriche chimiche. ogni anno. abiti.Dei 12. 1997). . .org/glo- bal/research/global-reports/global-employment-trends/2014/WCMS_ 234879/la ng--en/index.d. Ciò significa che sempre più i lavoratori sono spinti verso le attività necessarie per incrementare la produttività o per accelerare la produzione delle merci.t. Però la ‘modernità’ neoliberista rassomiglia più alla be- stiale nascita del capitalismo che alla ‘razionalità’ utopica. e si prevede che saranno 400 milioni nell’anno 2000. migranti) è aumentato del 17% dal 1991 al 2012 (fonte: http://www. di cui il 40-50% sono minori (fonte: http:// www.24 Del miliardo e 148 milioni di bambini nel mondo. giocattoli. Anche nell’industria del sesso c’è posto per i bambini.

4%. Nella sola Europa è aumentata dal 2. . Risultato: fallimento massiccio di imprese. sebbene ci siano particolarità nel consumo alimentare di ciascuna regione (o al suo interno). 1994). Oltre alla minaccia della di- soccupazione.2 al 6.org/global/a- bout-the-ilo/multimedia/maps-and-charts/WCMS_337911/lang—en /in- dex. i piccoli e medi produttori si trovano senza protezioni e senza nessuna possibilità di competere con i giganti transnazionali.it/notizie/2015/01/23/un -mondo-senza-lavoro.Nel 2011 la disoccupazione nei paesi Ocse sale all’8. Si veda anche: http://www. il mercato globalizzato. Conseguenza: milioni di lavoratori disoccupati.9% nel 2014 (fonte: http://www.d.26 L’imposizione delle leggi del mercato a tutto il mondo. La disoccupazione e la precarietà di milioni di lavoratori in tut- to il mondo è un’amara realtà che non sembra che si possa attenuare.8% del 1966 al 6.htm).html?itemId=/content/chapter/factbook-2013-57-en). i lavoratori devono affrontare condizioni pre- 26 N.13% (fon- te: http://www. non per que- sto cessa di essere evidente il processo di omogeneizzazione che si sta imponendo.oecd-ilibrary. In Europa è del 7. La bestia neoliberista invade totalmente il sociale mondia- le. L’Onu chiama questa tappa «crescita senza impiego». perfino sulle differenze fisiologico-culturali delle diverse zone (Ocampo Figueroa e Mondragïn. L’assurdo neoliberista si ri- pete: la crescita della produzione non genera impiego.t. Questa bestia impone all’umanità un pesante fardello. non ha fatto che distruggere le piccole e medie imprese. La disoccupazione nei paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è pas- sata dal 3. Scomparendo i mercati locali e regionali.ilo. al contrario lo distrugge. omogeneizzando perfino le abitudini alimentari: In termini globali. 29 . Ma l’incubo non finisce qui.org/sites/factbook-2013-en/07/02/01/ind ex.internazionale.3% del 1990.

attività indipendenti non dichiarate. in sostanza. ma non conta nulla. Nei paesi dominati. è frammentata e atomizzata. pro- lungamento delle giornate lavorative e svantaggi salariali sono conseguenze della globalizzazione in generale e della ‘terziarizzazione’ dell’economia in particolare (crescita del settore dei ‘servizi’). che non sono soggetti di credito e che. Maggiore instabilità dell’impiego. cioè servitù o realizzazione di un lavoro forzoso da parte di settori teoricamente protetti come quello dei bambi- ni (Morice. 30 . 1997). la manodopera soffre di una precarietà multiforme: esagerata mobilità. senza famiglia né relazioni sociali . regimi pen- sionistici scarsi.con l’unica compagnia dei suoi cartoni e dei suoi sac- chetti di plastica (Fernández Durán. che non con- sumano. producono un esubero peculia- re: esseri umani in sovrappiù. che non solo è sottomessa al giogo della povertà più estrema. Riordinano e riorganizzano i loro abitanti. alla fine dell’operazione. scoprono che vi sono persone ‘in sovrap- più’. e la riorganizza- zione delle forze produttive.carie di occupazione. salari ir- regolari e generalmente inferiori al minimo vitale. lavori senza contratto. con gua- dagni aleatori. 1996). Esplode pertanto il volume della popolazione eccedente. Ogni giorno i grandi centri finanziari impongono le loro leggi alle nazioni o a gruppi di nazioni in tutto il mondo. senza casa né la- voro. che non sono necessari al ‘nuovo ordine mondiale’. Le conseguenze di tutto ciò si traducono in un vero ter- remoto sociale globalizzato. E. non ha altro scopo che vagare per le strade senza una meta fissa.almeno minimamente stabili . che non producono. Il riordinamento dei processi produttivi e della circolazione delle merci. sono da buttar via.

educazio- ne. alla fine della III Guerra Mondiale. Parlavamo prima dell’esistenza di nuovi territori. Dal Rio Grande americano allo spazio Schengen ‘europeo’. la prigione e la morte. la fame. Il risultato di questa guerra mondiale di conquista è una grande rotazione di milioni di migranti in tutto il mondo. le 31 . la repressione poliziesca. i centri finanziari conducono una triplice strategia criminale e brutale: proliferano le ‘guerre regionali’ e i ‘conflitti interni’. che. e si metto- no in moto grandi masse di lavoratori. costruita disegnando un triangolo. alloggio e alimentazione) e a una politica antisindacale. Tessera 3 Migrazioni. un incubo errante La figura 3 si costruisce disegnando un cerchio. ha finito per diventare la parte fondamentale delle nuove po- litiche neoliberiste di riattivazione capitalista» (Ocampo e Flores. si conferma una doppia tendenza contraddittoria: da una parte. La figura 2. Per fare ciò. è la rappresentazione della piramide dello sfruttamento mondiale. in- sieme alla diminuzione della spesa sociale (salute. la precarietà del lavoro. milioni di esseri umani subiscono la persecuzione xenofoba. la perdita di identità culturale. i capitali imboccano vie di accumulazione atipiche. 1994). che aspettavano di essere conqui- stati (gli antichi paesi socialisti) e di altri che dovevano esse- re riconquistati dal ‘nuovo ordine mondiale’. ‘Stranieri’ nel mondo ‘senza frontiere’ promesso dai vincitori della III Guerra Mondiale. La globalizzazione economica «ha reso necessaria una diminuzione dei salari reali a livello internazionale.

i migranti o rifugiati o sfollati di tutto il mondo sono ‘stranieri’ tollerati o rifiutati. dall’altra. così come la loro circolazione e il loro consumo. sia che si tratti di manodopera non qualificata. il ‘nuovo ordine mon- diale’ organizza il flusso di forza lavoro. che sono i mezzi più sicuri per attrarre la mano- dopera straniera (Morice.t. sia che si tratti di forza lavoro qualificata. frontiere si chiudono ufficialmente alle migrazioni del lavoro. 32 . il mercato globalizzato organizza l’economia mondiale: la ricerca e la progettazione di beni e servizi. Il numero di persone che sarebbero di competenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) è cresciuto in maniera sproporzionata.theguardian.d. dividendosi un’eguaglianza miserabile. 27 N. l’incubo della migrazione conti- nua a circolare e a crescere sulla superficie del pianeta.com/world/2014/jun/20/global-refugee-figure-pas ses-50-million-unhcr-report).27 Distrutte le frontiere nazionali (per le merci). dai 2 milioni nel 1975 a più di 27 milioni nel 1995. Qualunque ne sia la causa. Quando si tratta di lavoratori specializzati. specializzata e no. queste ‘fughe di cervelli’ rappresentano molto in termini di potere economico e di conoscenze. . sono pensati in termini intercontinentali. verso dove ne ha bisogno. i mercati del la- voro sono sempre più determinati dai flussi migratori. sottoposti a differenziazione giuridica. interi settori dell’economia oscillano tra l’instabilità e la flessibilità. anche se questa è una parte minore se paragonata alla migrazione mondiale. In ogni parte del processo capitalista.In giugno 2014. 1997). Però. Con nomi diversi. i rifugiati erano oltre 50 milioni (fonte: http: //www. Lungi dal sottomettersi alla ‘libera concorrenza’ tanto vantata dal neoliberismo. la politica migratoria del neoliberismo è più o- rientata a destabilizzare il mercato mondiale del lavoro che a frenare l’immigrazione.

Durante la cosiddetta ‘Guerra Fredda’. Se pen- sate che il mondo della criminalità sia sinonimo di oltretom- ba e oscurità. il crimine organizzato è andato acquisendo un’im- magine più rispettabile e ha cominciato non solo a funziona- re come una qualsiasi impresa moderna. con il suo processo di distruzio- ne/spopolamento e ricostruzione/riordinamento. Ma questa immagine nasconde più di quello che mostra: non sono messi in luce né i veri capi delle mafie moderne. I mezzi di comunicazione di massa ci regalano un’imma- gine dei capi della delinquenza mondiale: uomini e donne volgari. che abitano in ville pac- chiane o dietro le sbarre di un carcere. ma è anche penetra- to profondamente nei sistemi politici ed economici degli Sta- 33 . è il simbolo dell’incubo errante della migrazione mon- diale. La figura 3. né la loro influenza reale sull’economia e sulla politica. vestiti in modo stravagante. provoca la dislocazione di milioni di persone. e un prete- sto per dare un senso all’insensatezza razzista che il neolibe- rismo promuove. un nemico utile a nascondere la figura del padrone. una minaccia alla loro stabilità lavorativa. e di rappresentare. vi sbagliate. La IV Guerra Mondiale. è una giostra del terrore che gira per tutto il mondo. Il loro destino sarà di con- tinuare ad essere erranti portandosi il proprio incubo sulle spalle. Tessera 4: Mondializzazione finanziaria e globalizzazione della corruzione e del crimine La figura 4 si costruisce disegnando un rettangolo. per i lavoratori impiegati nelle di- verse nazioni. costruita disegnando un cerchio. né la loro organizzazione.

Il crimine organizzato investe in affari legali non solo per ‘riciclare’ il denaro sporco. . Secondo l’Onu. org/documents/toc/factsheets/TOC12_fs_general_EN_HIRES..Nel 2009. ma anche per ottene- re nuovi capitali per le sue attività illegali. sia dei guadagni delle attività controllate dalle mafie (prostituzione.unodc.. il crimine organizzato transnazionale ha generato 870 miliardi. mercato nero del denaro. l’in- dustria del tempo libero. Con l’inizio della IV Guerra Mondiale. né tanto meno il dominio che esercitano sui mezzi di produzio- ne in numerosi settori dell’economia legale (Chossudovsky. la deregulation del commercio e della finanza internazionale. ecc.d. Nel 2014 l’Unione Europea chiede agli Stati membri di quantificare i proventi della criminalità e inserirli nel PIL. partecipano alla conquista e al riordinamento dei nuovi mercati. Collaborano non solo in attività criminali. associa- te.pdf). Le organizzazioni criminali dei cinque continenti hanno fatto proprio lo ‘spirito di cooperazione mondiale’ e. 1997). 34 . delle vendite illeci- te di armi. di fatto ‘normalizzando’ le at- tività criminali.t.28 Questa stima tiene conto sia dei proventi del traffico di droghe. un ammontare equivalente al PIL di tutti i paesi a basso reddito (secondo la classificazione della Banca mondiale) e dei loro tre miliardi di abitanti. l’1. il crimine organiz- zato ha ‘globalizzato’ le sue attività. gioco. del contrabbando di materiale nucleare. Le imprese prefe- rite per questo scopo sono quelle immobiliari di lusso.. le privatizzazioni.). ma anche in affari legali.ti nazionali. Non diminuisce inoltre il vo- lume degli investimenti continuamente realizzati dalle organiz- zazioni criminali nella sfera del controllo degli affari legittimi.5% del PIL mondiale (fonte: http://www. i mezzi di comunicazione. con l’in- staurazione del «nuovo ordine mondiale» e la conseguente apertura di mercati. gli introiti mondiali annuali delle organizza- zioni criminali transnazionali (OCT) si aggirano intorno ai mille miliardi di dollari. l’indu- 28 N.

attraverso il controllo di banche o imprese commerciali che 35 . le isole Anglo-Normanne. permet- te la rapida circolazione del denaro e la scomparsa dei profit- ti illegali. Le mafie investono in affari legali e inversa- mente incanalano risorse finanziarie verso l’economia crimina- le. il Lussemburgo. l’agricoltura. San Martín. i servizi pubblici e. Le Ba- hamas. le banche! Alì Babà e i quaranta banchieri? No. i paradisi fiscali sono utilizzati per evadere le tasse. Gi- bilterra. L’alta tecnologia. acquisto di titoli del debito estero. 55 paradisi fiscali (uno di essi. applicata alla finanza. le organizzazioni criminali si sono trasforma- te in creditori dello Stato ed esercitano. più o meno. l’isola Mauritius. Montecarlo. agendo sui mercati. un’influenza sulla politica macro-economica dei governi. In tutto il mondo ci sono.stria. il crimine organizzato si avvale an- che dei cosiddetti paradisi fiscali. sono buoni posti dove il crimine organizzato entra in rapporto con le grandi società finanziarie del mon- do. manager e capi del crimine organizzato.. Dublino. Malta. Nelle borse valori. nelle Isole Cay- man. Gli affari legali e illegali sempre più intrecciati introducono un cambiamento fondamentale nelle strutture del capitalismo del dopoguerra. si colloca al quinto posto nel mondo come centro ban- cario e ha più banche e società registrate che abitanti). Il denaro spor- co del crimine organizzato è utilizzato dalle banche commer- ciali per le loro attività: prestiti. ed è per questo che sono un punto di contatto tra governanti. investimenti nei mercati fi- nanziari. compravendita di oro e valuta. la Svizzera. investono anche nei mercati speculativi sia di pro- dotti derivati che di materie prime’ (Chossudovsky. le Bermude. le isole Vergini britanniche. Oltre a ‘riciclare’ il denaro sporco. In molti paesi. Vanuatu. le isole Cook.. 1997). Come se non bastasse. qualcosa di peggio.

Le grandi banche non solo accet- tano di riciclare denaro. 1995). Da che lato sta il criminale? Da che lato sta chi lo persegue? 36 . tutto sta garantendo gli interessi del crimine orga- nizzato. La figura 4. sono coinvolte nel riciclaggio di denaro sporco o che hanno re- lazioni con le organizzazioni criminali. Le banche affermano che le transazioni sono effettuate in buona fede e che i loro diri- genti ignorano l’origine dei fondi depositati. La consegna di non domandare nulla. ma concedono anche prestiti a tassi elevati alle mafie. proteggendo l’istituzione bancaria dalle indagini pub- bliche e dalle incriminazioni. presentate come misure per ‘recuperare’ l’economia di questi paesi. rappresenta lo specchio in cui legalità e illegali- tà si riflettono reciprocamente. sottraen- doli agli investimenti produttivi industriali o agricoli (Chossu- dovsky. Di conseguenza. l’economia illegale si è sviluppata per colmare il vuoto creato dal crollo dei mercati nazionali. provocò il crollo dei prezzi delle materie prime. Secondo un rapporto redatto dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC). 1997). negli anni ottanta. Questo ridusse drasti- camente le entrate dei paesi sottosviluppati. costruita disegnando un rettangolo. La crisi del debito mondiale. in vista delle abbondanti commissioni. il segreto bancario e l’anonimato delle transazioni. hanno solo reso più acuta la crisi degli affari legali. Le misure eco- nomiche dettate dalla Banca mondiale e dal Fondo moneta- rio internazionale. l’intrusione dei sindacati del crimine è stata facilitata dai programmi di aggiustamento strutturale che i paesi indebitati hanno dovuto accettare per avere accesso ai prestiti del Fondo monetario internazionale (UNODC.

tende a ridursi al ‘minimo in- dispensabile’. che si spoglia di tutto fino a restare coperto dall’indumento minimo indispensabile: la forza repressiva. se il libero gioco dell’offerta e della domanda sfida questo mono- polio? La Tessera 4 non ha già messo in luce che il crimine organizzato. annullate le loro possibilità di sovranità e indipendenza. Lo Stato. però.. svanite le loro classi politiche. ma si libera di tutto ciò che lo costituiva come tale e resta nudo. nel neoliberismo. i governi e i centri finanziari sono ben più che in buoni rapporti? Non è evidente che il crimine organizzato conta su veri eserciti senza altra frontiera che la potenza di fuoco dell’avversario? Di conseguenza. gli Stati nazionali preferiscono migliorare le loro infra- strutture. Il mercato moderno lo ha messo in vendita. Tessera 5 La legittima violenza di un potere illegittimo? La figura 5 si costruisce disegnando un pentagono. Che fare. gli Stati nazionali si trasformano. Nel cabaret della globalizzazione. il ‘monopolio della violenza’ non appartiene più agli Stati nazionali. I ‘professionisti della violenza legittima’: così si auto-defi- niscono gli apparati repressivi degli Stati moderni. i loro armamenti e la loro preparazione tecnica per svolgere efficacemente il lavoro che la politica ha smesso da anni di assumersi: il controllo della società. Distrutta la loro base materiale. Il cosiddetto ‘Stato sociale’ non solo diventa obsoleto. se la violenza soggiace alle leggi del mercato? Dov’è la violenza legittima e dove l’illegittima? Che monopolio della violenza possono pretendere i malconci Stati nazionali. Invece di orientare gli investimenti pubblici alla spesa so- ciale.. assistiamo allo show dello Stato. 37 . in un mero apparato di ‘sicurezza’ delle mega-imprese che il neoliberismo va costruendo nel corso della IV Guerra Mondiale. in modo più o meno rapi- do.

non sono poi così intelligenti. Un certo set- tore dell’élite intellettuale mondiale (insisto sul fatto che la faccenda è più complessa del semplice essere ‘di destra o di sinistra’. e operazioni mili- tari come bisturi del ‘nuovo ordine mondiale’. soprattutto. per cui non in- sistiamo su ‘quella’ guerra. c’è anche quella (falsa. ‘buoni o cattivi’.) pretende che la violenza si possa esercitare in modo ‘ra- zionale’. purtroppo. Così sono nate le «bombe intelligenti» (che. che si possa riconoscere una qualunque ragione all’attuale Stato neoliberista). ecc. allora bisogna chiedersi se que- sta ‘ragione di Stato’ corrisponde alla ‘ragione della società’ (sempre supponendo che la società attuale abbia in sé una 38 . si possa amministrare in forma selettiva (qualcuno sollecita persino qualcosa come una merceologia della violen- za) e applicare con abilità ‘chirurgica’ contro i mali della so- cietà. dal momento che abbiamo la ‘no- stra’. Possiamo considerare. perché. il Golfo Persico. la contesa tra violenza ‘razionale’ e ‘irrazionale’ a- pre una via di discussione interessante e. ‘filo-governativi o all’opposizione’. Qualcosa di simile ha ispirato la passata tappa militarista nordamericana: armi ‘chirurgiche’. nel dubbio. è molto più in là della capitale statale del Chiapas (benché la situazione dei kurdi assomigli in modo raccapricciante a quella degli indigeni di un paese che si vanta di essere ‘democratico’ e ‘libero’). faticano a distinguere tra un ospedale e un deposito di missili e. Bene. di- struggono). come dicevano i compa- gni delle comunità zapatiste. ad e- sempio. Infine. che cosa si intende per ‘razionale’. non i- nutile nei tempi che corrono. Se si risponde che è la ‘ragione di Stato’ (supponendo che quest’ultimo esista e. Questo viene a proposito. dietro alla polemica tra violenza legittima e illegittima. precise. credo) tra violenza ‘razionale’ e violenza ‘irrazionale’. come mi ha raccontato un gior- nalista che seguì l’operazione Tempesta nel deserto. non si astengono.

di ‘buona’ memoria per il popolo britannico. più ancora. segnalando quanto se- gue: Una guerra può scoppiare in molti modi diversi. Per concludere la sua prefazione. o tra un colpo di Stato e l’altro (a seconda dei casi)? Quante violenze di Stato. di conse- guenza. gli scenari delle «Guerre Future» sono: Corea del Nord e Cina [6 aprile 1998]. tenendo d’occhio la storia. di Ca- spar Weinberger e Peter Schweitzer (1996). Iran [4 aprile 1999].qualche razionalità) e. se la violenza ‘razionale’ dello Stato è ‘razionale’ anche per la società. la cosiddetta lady di ferro definisce la ‘razio- nalità violenta’ degli Stati moderni. La seconda è la necessità di una superiorità militare degli ‘Stati democratici’ sui possibili aggressori. Secondo i signori Weinberger e Schweitzer. tecnologica. In questo testo la signora Thatcher avanza alcune riflessioni sulle tre somi- glianze tra il mondo della Guerra Fredda e quello del Post- Guerra Fredda: la prima è che il ‘mondo libero’ non manche- rà mai di potenziali aggressori. quanto dura questa ‘razionalità’? Il tempo che intercorre tra un’elezione e l’altra. si è presa il disturbo di scrivere la prefa- zione al libro The Next War («La prossima guerra»). Russia [7 39 . Qui non c’è molto da discutere (a meno di non farlo oziosamente): la ‘ra- gione di Stato’ nella modernità non è altro che la ‘ragione dei mercati finanziari’. Ma come amministra la sua ‘violenza razionale’ lo Stato moderno? E. appaiono ora ‘irrazionali’? La signora Margaret Thatcher.e. Messico [7 marzo 2003]. La terza somiglianza è che questa superiorità mi- litare deve essere. sbaglia i calcoli. soprattutto. Ma solita- mente il peggiore si verifica quando un potere crede di poter raggiungere i suoi obiettivi senza una guerra o almeno con una guerra limitata che può essere vinta rapidamente . che sono state applaudite come ‘razionali’ al loro tempo.

che se la disputa per il ‘mo- nopolio della violenza’ non procede più in armonia con le leggi del mercato. costruita disegnando un pentago- no. La nuova ‘polizia mondiale’ pretende che gli eserciti e le polizie ‘nazionali’ siano solo ‘corpi di sicurezza’ che garantiscono ‘l’ordine e il progresso’ nelle megalopoli neoliberiste. allora. allora dob- biamo capire che tutto il mondo (e intendo dire davvero tut- to) è il teatro di operazioni di questa guerra. 40 . il potere mondiale ‘scopre’ in questa minaccia un ‘possibile aggressore’. Madeleine Albright. Bisogna comprendere. 21 gennaio 1997). Nessun dubbio su quali sarebbero i possibili aggressori: asiatici. arabi. tra le meno studiate e le più ‘condannate’ tra le molte sfide lanciate dall’insurrezione degli indigeni dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale (EZLN) con- tro il neoliberismo e per l’umanità… La figura 5. e non «una guerra li- mitata che può essere vinta rapidamente». latini ed europei.febbraio 2006]. quando dice: «Uno degli obiettivi prioritari del nostro governo è di garantire che gli interessi economici degli Stati Uniti si possano estendere su scala pla- netaria» (The Wall Street Journal. ma le sfida dal basso. ma una guerra to- talmente totale. Giappone [19 agosto 2007]. La quasi totalità del mondo è considerata ‘possibile aggressore’ della ‘democrazia’ moderna! È logico (per lo meno nella logica liberista): nella moder- nità. E se crediamo alla nuova segretaria di Stato degli Stati Uniti. è il simbolo del Potere militare nordameri- cano. mondiale in tutti i sensi. il potere (cioè il potere finanziario) sa che può consegui- re i suoi obiettivi solo con una guerra. Questa è una delle sfide.

ma anche le strutture sociali. che sa di poter esercitare meglio il suo potere e creare le condizioni migliori per la propria riproduzione sulle rovine degli Stati nazionali. Abbiamo detto che gli Stati nazionali sono sotto attacco da parte dei centri finanziari e sono ‘obbligati’ a dissolversi nelle megalopoli. quel che lascia dietro di sé è una moltiplicazione delle frontiere e una polverizzazio- ne delle nazioni. Ma il neoliberismo non conduce la sua guerra soltanto ‘unendo’ nazioni e regioni.t. 41 . Ben oltre i pretesti.Da aggiungere la divisione del Sudan in Nord e Sud-Sudan nel 2011 e da verificare quello che succederà in Ucraina. la dinamica attuale mon- diale di rottura dell’unità degli Stati nazionali corrisponde a una politica ugualmente mondiale. Croa- zia e Bosnia. non contrassegnano solo il destino della tragica caduta del campo socialista nelle fatidiche brac- cia del ‘mondo libero’. questo processo di 29 N. Se qualcuno avesse dei dubbi sul fatto di qualificare il processo di globalizzazione come una guerra mondiale.d. Urss. le ideologie e le bandiere. più l’attuale guerra nella Federazione russa con la Cecenia come scenario. in tutto il mondo. . Tessera 6 La mega-politica e i nani La figura 6 si costruisce disegnando uno scarabocchio. Jugoslavia. do- vrebbe scacciarli facendo il conto dei conflitti che hanno pro- vocato i collassi di alcuni Stati nazionali o che sono stati pro- vocati da essi. È il paradosso della IV Guerra Mondiale: intrapresa per eliminare frontiere e ‘unire’ nazioni. Cecoslovacchia. che periscono tra i suoi artigli. La sua strategia di distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordinamento produce una o più fratture negli Stati nazionali.29 sono dimo- strazioni della profondità di queste crisi. Slovenia. che hanno fatto a pezzi non solo le fondamenta politiche ed economiche degli Stati nazionali.

frammentazione nazionale si ripete su scala e con intensità variabili. le super-au- tostrade informatiche. Questi non scompaiono né si sciolgono nei mercati in- ternazionali. gli accordi internazionali di unione economica. una polverizzazione dei mercati in- terni. Ci sono tendenze separatiste in Spagna (i Paesi Ba- schi. l’universalità delle telecomunicazioni. liqui- dando gli Stati nazionali. uno degli elementi essenziali del modello neoliberista. Abbiamo già parlato del processo di costruzione delle megalopoli. Ma il neoliberismo non solo frantuma il mondo che pre- sume di unire: produce anche il centro politico-economico che dirige questa guerra. Ambedue questi fenomeni si innestano sulla distruzione de- gli Stati nazionali. pieno di pezzi staccati (e spesso in lotta fra loro). L’eliminazione delle frontiere com- merciali. in Italia (la Padania). il processo di globalizzazione nel suo insieme produce. Un mondo di specchi rotti che riflettono l’inutile unità mondiale del rompicapo neoliberista. parliamo ora della frammentazione dei paesi. la Catalogna e la Galizia). E ci sono molti al- tri esempi nel resto del mondo. E se. in Francia (la Corsica) nel Regno Unito (la Scozia e il Galles) e in Canada (il Québec). Si tratta di due processi paralleli. messi in comunicazione solo da fragili ponti economici (in ogni caso costanti tanto quanto quelle banderuole che sono i mercati finanziari). ma consolidano la loro frammentazione e si moltiplicano. indipen- denti? Di due facce del processo di globalizzazione? Sono sintomi di una megacrisi che sta per scoppiare? Sono puri fatti isolati? Noi riteniamo che si tratti di una contraddizione inerente al processo di globalizzazione. come abbiamo già segnalato. i 42 . Un mondo pieno di compartimenti stagni. ma la globalizzazione produce un mondo frammentato. l’onnipresenza dei centri finanziari. Suonerà contraddittorio. insomma. in Bel- gio (le Fiandre).

questo governo non prenda misure che contraddicono le di- sposizioni dei centri finanziari mondiali. Bisogna dunque parlare della mega-politica. colpi di Stato. crediti. 43 . Dal punto di vista della mega-politica. molto pochi. riconoscimenti diplomatici. politica e sociale. allora dovremmo ride- finire i limiti e gli scopi della politica. unità politi- che internazionali. Il grande potere mondiale può tollerare un governo di si- nistra in qualche parte del mondo. nel cui con- testo si deciderebbe ‘l’ordine mondiale’. cioè le assoggetta a un cen- tro di potere che ha interessi mondiali (che di solito sono in contraddizione con gli interessi nazionali) e la cui logica è quella del mercato. investi- menti. Con questo criterio economicistico (e criminale) si decide su guerre. vale a dire del profitto economico. E quando diciamo ‘mega-politica’ non alludiamo al nu- mero di quelli che in essa agiscono. compravendita di merci. purché sia garantito che il programma eco- nomico (cioè la parte che corrisponde al mega-programma economico mondiale) non venga alterato. Il potere mondiale dei centri finanziari è tanto grande da poter prescindere dal segno politico di chi detiene il potere in una nazione.. Sono pochi. E così sarà. ovvero del che fare po- litico. La mega-politica globalizza le politiche nazionali. e quando. Ma non tollererà assolutamente che si consolidi un’alternativa di organizza- zione economica. appoggi politici. blocchi commerciali. repressioni. sempre che.. in altre parole sulla sopravvivenza di intere nazioni. quelli che si trovano in questa ‘mega-sfera’. elezioni. finché i nani non si ribelleranno. Le discipline fi- nanziarie si impongono ai diversi colori dello spettro politico mondiale.centri finanziari impongono la propria legge (quella del mer- cato) a nazioni e a gruppi di nazioni. leggi sulle migrazioni. le politiche nazionali sono fatte da nani che devono piegarsi ai diktat del gigante finanziario. rotture politiche internazionali.

L’opposizione non si oppone al potere ma a un governo. la Resistenza invece. 1996). L’unica cosa che le rende simili è la resi- stenza al ‘nuovo ordine mondiale’ e al crimine contro l’uma- nità che la guerra neoliberista commette. Mentre il neoliberi- smo conduce la sua guerra mondiale. ma per. per definizione (ora sì!).. Di tutte le dimensioni. indigeni. Per cominciare. resistere (Segovia. sieropositivi. L’impero delle borse finanziarie si trova di fronte alla ribel- lione delle sacche di resistenza.. Si capisce bene che è inutile cercare di trovarvi una razio- nalità e che. e la sua forma riuscita e compiuta è quella di un partito di opposizione. lesbiche. di colori diversi. nuclei di ribelli. sbrogliando la matassa. Succede però che questi ‘prescindibili’ si ribellino e oppongano resistenza al potere che vuole eliminarli. non è fatta per governare a sua volta. bambini. Tessera 7 Le sacche di resistenza La figura 7 si costruisce disegnando una sacca. anziani. giova- ni. L’apparente infallibilità della globalizzazione si scontra con l’ostinata disobbedienza della realtà. costruita disegnando uno scaraboc- chio. ti prego di non confondere la Resistenza con l’opposizione politica. non può essere un partito. omosessuali. sacche. rappresenta la ‘mega-politica’. delle forme più svariate. sociale e culturale. ecologisti. nulla sarà chiaro. in tutto il pianeta si stanno formando gruppi di non conformisti. Nel cercare di imporre il suo modello economico. Donne. il neoliberismo pretende di soggiogare milioni di esseri umani e di disfarsi di tutti quelli che non trovano po- sto nella nuova organizzazione del mondo. 44 . Sì. lavoratori e tutti quelli che non solo ‘sono in soprannumero’.La figura 6.

oltre ad es- sere ricche di dignità e di storia. una via fluviale costruita approfittando delle caratteristi- che naturali della zona (Rio Coatzacoalcos) e. si sta per varare il «Programma di sviluppo regionale sosteni- bile per la Selva Lacandona». Cecena. presenti soprattutto nel nord del Messi- co e controllate da capitali stranieri. Sapendosi uguali e dif- ferenti. In Messico. la linea ferroviaria trans-istmica (affidata a cin- que imprese.d. 31 N. .t. per fare un esempio. nella Selva Lacandona. nel sud del Messico. lo sono anche di petrolio e di uranio. di cui quattro statunitensi e una canadese).Si tratta di fabbriche. 30 N. Anche nel Sud-est messicano. il cosiddetto «Program- ma di sviluppo dell’istmo di Tehuantepec» pretende di co- struire un moderno centro internazionale di distribuzione e interconnessione di merci. dove si assemblano pezzi costruiti al- trove (Usa. Il suo obiettivo reale è mettere a disposizione del capitale le terre indigene che. si organizzano e lottano. producendo prodotti finiti da vendere sul mercato estero. trasportatori o operai delle maquiladoras (cfr.ma per di più ‘disturbano’ l’ordine e il progresso mondiale. come asse di articolazione.d. 45 . . si ribellano. Nella zona di sviluppo è incluso un complesso industriale in cui si raffina un terzo del greg- gio messicano e si produce l’88% dei prodotti petrolchimici. Il progetto sarebbe quello di creare una zona di assemblaggio assoggettata al regime delle maquiladoras.31 Due milioni di persone delle comunità locali diventerebbero magazzinieri. 1997). Le vie di collegamento inter-oceanico30 consisteranno in stra- de.t. gli esclusi della ‘modernità’ cominciano a tessere le resistenze contro il processo di distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordinamento che il liberalismo porta avanti come una guerra mondiale.Si tratta dell’istmo più stretto tra Atlantico e Pacifico. Giappone. Europa).

(Sulla questione degli indigeni ribelli è opportuno aprire una parentesi: gli zapatisti pensano che. visto che stiamo parlando di guerra.il recupero e la difesa della sovranità na- zionale faccia parte di una rivoluzione anti-neoliberista. Fanno parte di una tenaglia che cerca di liquidare la ribellio- ne anti-neoliberista che è esplosa nel 1994. 46 .32 Gli zapatisti pensano che sia ne- cessaria la difesa dello Stato nazionale di fronte alla globaliz- zazione.e i deputati federali del Chiapas che appartengono al PRI. 32 N.atten- zione: in Messico . . ma anche al narcotraffico). mentre l’EZLN si batte per la difesa della sovranità nazionale. con le loro specificità. In realtà. la frammentazione del Messico (con la separazione del Sud-est dal resto del paese). I paradossi continuano. L’EZLN. vogliono invece essere ricono- sciuti come parte del paese. libertà e giustizia. i soli che hanno parlato di separatismo sono gli imprenditori dello stato di Tabasco . non vogliono che i popoli indi- geni si separino dal Messico. e il meglio del mo- vimento indigeno nazionale. In mezzo ci sono gli indigeni ribelli dell’Esercito Zapatista di Liberazione Na- zionale (EZLN). fino al luglio del 2000.d.t. E non so- lo: vogliono un Messico in cui ci siano democrazia. Pa- radossalmente. Per di più. in Messico . l’esercito federa- le messicano lotta contro questa difesa e difende un governo che ha già distrutto le basi materiali della sovranità naziona- le e ha consegnato il paese non solo al grande capitale stra- niero. quando vinse l’attuale presidente Fox. rimasto al potere per oltre settant’anni. e che l’intenzione di tagliare a fette il Messico pro- venga dal gruppo al governo e non dalle giuste richieste di autonomia dei popoli indigeni.Partido Revolucionario Institucional. fra l’altro.ricco di petrolio . perché. Il risultato prevedibile di questi progetti sarà. l’EZLN viene accusato di volere la frammen- tazione della nazione messicana. i progetti hanno implicazioni anti-insurrezionali.

da quelli che si possono gettare via. la diversità è ricchezza. colorate e ritagliate. in Asia e in Oceania. Abbiamo costruito la figura 7 disegnando un modello di sacca di resistenza. nell’Europa del Trattato di Maastricht. che contenga tutti i mondi. la cultu- ra. Se l’umanità può ancora sperare di sopravvivere. senza dubbio. è necessario fare un mondo nuovo. Questo è il problema: la globalizzazione ha preteso di mettere insieme tessere che non si incastrano. Così si può disegnare la sacca secondo il modello che piace di più. Nel disegnare sacche. di diventare migliore. le sue somi- glianze. e per altre ragioni che oltrepas- sano i limiti di spazio di questo testo. Ci sono. in Africa. come nella resistenza. ma non bisogna farci molto caso. Per esempio i mezzi di comunicazione. giugno 1997 47 .. da quelli in soprannumero. Un mondo che contenga molti mondi. Ma non è soltanto sulle montagne del Sud-est messicano che si resiste e si lotta contro il neoliberismo. Cia- scuna di esse ha la sua storia. Dalle montagne del Sud-est messicano Esercito zapatista di liberazione nazionale Messico.. dopo averle disegnate. negli Stati Uniti e in Canada. Qui abbiamo voluto mo- strarvene sette. Ci sono tanti modelli di resi- stenza quanti sono i mondi che esistono nel mondo. le sue lotte e le sue conquiste. vi rendiate conto di quanto è impossibile metterle insieme. molte altre tessere del rompicapo neoliberista. Queste sette sono sufficienti perché voi. Le sacche di re- sistenza si moltiplicano anche in altre parti del Messico. in America latina. le sue differenze. l’inquinamento. queste speranze sono nelle sacche formate dagli e- sclusi. Per questo. le epidemie. le sue richieste.

Uno stordimento mi tira fuori dal letto e prende la mia mano. ma un enorme censo (maiale di montagna) si stacca dal gruppo e ci attacca. e la penna. Portiamo con noi soltan- to qualcosa da mangiare. Post scriptum. Ho chiesto al vecchio Antonio che mi accompagnasse a fare un’esplorazione lungo il fiume. con in più un mirino telescopi- co e un caricatore da 90 colpi). ma resta impigliato tra le liane e le spine. Io cer- co di rispolverare tutte le mie conoscenze militari. Il gigante- sco cinghiale attacca frontalmente con tutta la forza. incertezze e non pochi sogni. Per ore seguiamo il corso capriccio- so della corrente. e la fame e il caldo sono opprimenti. risolve il problema della cena. il vecchio Antonio alza la sua vecchia carabina e. e invece di fuggi- re si mette dietro un cespuglio di arbusti spinosi. con un colpo alla testa.56 millimetri. tiro fuori la mia arma e mi accosto all’albero più vicino. come anni fa. Da tempo condivide ango- sce. per portare qui il vecchio Antonio. Pas- siamo il pomeriggio a inseguire un branco di cinghiali. con selettore di fuoco e tiro utile di 460 metri. Mentre aspettiamo che la carne cuocia. ha ucciso un esemplare. annoto soltanto: «Abbiamo incontrato dei cinghiali e A. Altitu- dine 350 m. All’alba. È quasi notte quando li raggiungiamo.. A proposito di sogni annidati nell’amore Riposa il mare al mio fianco. sul livello del mare. e mi meraviglio ancora una volta al vederlo com’è: tiepido. Ometten- do tutto quello che è successo. Prima che possa liberarsi. Non ha piovuto». quando ho finito di pulire il mio moderno fucile automatico (un M-16 calibro 5. Nel sogno vedo le sue onde fremere come campi di grano. Il vecchio An- tonio non si scompone di fronte all’attacco. fresco al mio fianco. scrivo il mio diario. ma ora dorme con me nella calda notte della Selva. racconto al vec- chio Antonio che la parte che mi spetta servirà per la festa 48 ..

faccio rapporto al comando e mostro il diario per far vedere quello che è successo. mi chiede mentre attizza il fuoco. «Non importa il mese. vedo il vecchio Antonio che prende il mio quaderno e scrive qualcosa. La forza può vincere molte battaglie. non avevo più fame. «Sì». Arrivato all’accampamento. in lettere maiuscole: «Se non puoi avere la ragione e la forza. come sempre. «Festa?». c’è sempre qualcosa da festeggiare». Lì. E più in basso. Il vecchio An- tonio ascolta in silenzio e infine. mi dicono mostrandomi un foglio del quaderno. scegli sempre la ragione e lascia che il nemico si tenga la forza. Nemmeno a dirlo. noi potremo sempre ottenere la forza dalla ragione». dopo quello che avevo annotato. ma soltanto la ragione vince l’intera guerra. il vecchio An- tonio aveva scritto. La festa. «Questa non è la tua scrittura». mi metto a dormire. gli rispondo. pensando che l’argomento non gli interessi. fu molto allegra. Il potente non potrà mai ricavare la ragione dalla sua forza. dividiamo la carne. in lettere molto piccole: «Buona festa». 49 . Dopo di che continuo con quella che supponevo fosse una brillante dissertazione sul calendario storico e le celebrazioni zapatiste. dopo la co- lazione. La mattina seguente. e ciascuno va per la sua strada. Nel sonno.che si prepara all’accampamento.

UNAM. (1994). gennaio. «El Istmo de Tehuantepec: frontera de la soberanía nacional». Alegatorio. • Weinberger C. Regnery. • Clairmont F. • Ramonet I. México. Economia. È doloroso vivere in mezzo al caos. n. «Le duecento società che controllano il mondo». 27 gennaio. I racconti del vecchio Antonio. Economia. «La planète des désordres». n. México. (1996). (1997). (1997). avanguardia della pre- carietà». in La Jornada del Campo. 28 maggio. 33.F. UNAM (Univer- sidad Nacional Autónoma de México).E. 50 . in Le monde diplo- matique. feb- braio. «Manière de voir». (1997b). • Segovia T. http:// www. (2015). Talasa. The Next War. Mercado mundial de fuerza de trabajo en el capitalismo contemporaneo. «Manière de voir». 1 febbraio. • Fernández Durán R. Le monde diplomati- que. 1960-1990. Moretti & Vitali. http:// comune-info. Riferimenti bibliografici • Cecena A. La globalizzazione del crimine. Vivere nel caos e creare un mondo nuovo. (1997).controinformazione. • Marcos (1997). (1997). Madrid. México. 33.il manifesto. in Géopolitique du chaos. Moretti & Vitali. e Schweitzer P. • Chossudovsky M. • Wallerstein I. (1997). New York. • Morice A. • Ocampo Figueroa N. (1996). «I lavoratori stranieri. «Régimes globalitaires». Mercado mundial de medios de subsistencia. • UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Cri- mine) (1995). Contra la Europa del capital y la globalización economica. Washington. Le Monde diplomatique. (1997a). in Géo- politique du chaos. (1996). (2015). • Zibechi R. aprile. UNAM. febbraio. Don Durito della Lacandona. gennaio. • Ramonet I. e Flores Mondragïn G. México.net/2015/02/caos-sistemico-transizioni-in-corso/.info/e-doloroso-vivere-in-mezzo-al- caos/. in Le Monde diplomatique. • Ochoa Chi J. • Marcos (1998). in Le Monde diplomatique . «La corruption mondialisée».

repri- me e discrimina.org. 33 Testo tratto da Né il Centro né la Periferia. l’altro è la produzione di nuove merci. Coloro che si trovano in spazi e territori che sono ricchi di queste o di altre merci. lo vogliano o no.mx/archiv os/coloquio/13122007_900/Ni%20el%20Centro%20ni%20la%20Periferia- Primera%20Parte. Ci sono per lo meno altri tre modi: uno è l’aumento della produttività. intervento del Subcoman- dante Marcos al Primo colloquio internazionale in memoria di Andres Aubry. La produzione di nuove merci e l’apertura di nuovi mercati vengono conseguite oggi con la conquista e la ricon- quista di territori e spazi sociali che prima non erano di inte- resse per il capitale. ma è incomple- to. Appendice Alcune tesi sulla lotta antisistemica33 UNO. sfrutta. Questo è vero. oltre alle risorse naturali come l’acqua. Conoscenze ancestrali e codici genetici. DUE. TRE. nemici del capitale. e un al- tro ancora è l’apertura di nuovi mercati. i capitali non solo ricorrono alla riduzione dei costi di produzione o all’aumento del prezzo di vendita delle merci. dicembre 2007. Nella tappa della globalizzazione neolibera- le.rtf. Per mezzo della guerra e in guerra il capitalismo rapina. il capitalismo fa la guerra all’umanità intera. La sua sopravvivenza e il suo ac- crescimento dipendono primariamente dalla guerra e da tut- to ciò che ad essa si associa e che essa implica. i boschi e l’aria sono oggi delle merci sul mercato. 51 . Non si può capire e spiegare il sistema capitalista senza il concetto di guerra. sono. Per aumentare i profitti. disponibile su http://enlacezapatista.ezln. quello che è già stato aperto e quello che si sta per creare.

Come indige- ni. «in basso e a sinistra» (abajo y a la izquierda). abbiamo sentito per vari secoli profezie di questo genere. a meno che non si distrug- ga il mondo intero. come segnala Carlos Aguirre Ro- jas. Le grandi trasformazioni non cominciano in alto né con fatti monumentali ed epici. La distruzione del sistema capitalista si realiz- zerà solamente se uno o molti movimenti lo affrontano e lo sconfiggono nel suo nucleo centrale. QUATTRO. ma con movimenti piccoli e che appaiono irrilevanti al politico e all’analista che sta in alto. Attualmente non sono possibili le toppe o le riforme. SEI. cioè delle rela- zioni sociali in un dato momento storico. e costruiscono un’altra politi- ca. SETTE. Subcomandante Marcos 52 . La storia non si trasforma a partire da piazze piene o moltitudini indignate ma. CINQUE. Al contrario sono possibili e necessari i movimenti antisistemici. sono quelle che ven- gono dirette contro il sistema nel suo insieme. Il capitalismo non ha come suo destino inevi- tabile la propria autodistruzione. a partire dalla coscienza organizzata di gruppi e collettivi che si conoscono e riconoscono mutuamente. come fa vedere be- ne Wallerstein in alcuni dei suoi testi. cioè nella proprietà pri- vata dei mezzi di produzione e di scambio. Le trasformazioni reali di una società. Le versioni apocalittiche che affermano che il sistema collasserà da solo sono erronee.

....................................................... 47 Riferimenti bibliografici ............................................................... 49 Appendice Alcune tesi sulla lotta antisistemica .................................... 43 Post scriptum A proposito di sogni annidati nell’amore ....................................... 32 Tessera 5: La legittima violenza di un potere illegittimo? .............................................. 25 Tessera 3: Migrazioni.... l’incubo errante ............................... 5 Le sette tessere ‘ribelli’ del rompicapo globale .................................. 30 Tessera 4: Mondializzazione finanziaria e globalizzazione della corruzione e del crimine ................................................................................................................................................ 50 53 ................................................................................................... Indice Introduzione .... 36 Tessera 6: La mega-politica e i nani ...................................... 40 Tessera 7: Le sacche di resistenza ........... 12 Tessera 1: La concentrazione della ricchezza e la distribuzione della povertà ........................... 21 Tessera 2: La globalizzazione dello sfruttamento ................

dando vita a personaggi quali il vecchio Antonio e Don Durito. Messico. storie e libri. Roma 1995. discorsi e lettere sulla rivoluzione zapatista. annunciando in pub- blico di essere stato una montatura. 2 voll.. Erre Emme. è ‘rinato col- lettivamente’ come Subcomandante Insurgente Galeano. Dal maggio 2014 ha cessato di esistere. . che è stato così distrutto. Scritti.Dal Chiapas al mondo. segnando definitivamente una nuova fase della lotta zapatista. Subcomandante Marcos Il Subcomandante Insurgente Marcos è stato leader militare e portavoce dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) in Chiapas. Edizioni Lavoro. Un personag- gio non più necessario. Tra i suoi libri pubblicati in italiano: . un ologramma. creato ad arte dagli zapastisti e le zapatiste per dare ai media e al mon- do occidentale l’unico personaggio che sarebbero stati in grado di riconoscere. fatto su misura per loro. I suoi racconti hanno saputo fon- dere l’immaginario fiabesco della cosmovisione indigena con quello della narrazione politica.Dalle montagne del sud-est messicano. in no- me di un maestro della escuelita zapatista brutalmente assas- sinato nel maggio 2014 in un attacco di paramilitari nella zo- na de la Realidad. che hanno reso nota la lotta zapatista in tutto il mondo. la sua capacità di scrittore ha permesso al mondo dei comunicati politici di entrare nel- l’ambito della letteratura. 54 . Con nuove funzioni ancora non del tutto chiare. Autore di più di 200 tra saggi. È uno dei lottatori sociali più conosciuti dell’era moderna e uno degli intellettuali di sini- stra più letti. criticati e analizzati nell’attualità. Pomezia 1996.

ezln.Così raccontano i nostri vecchi. Moretti & Vitali.La spada. Firenze 2000.com/ e sulla pagina web dell’EZLN all’indirizzo http://enlacezapatista. . . Roma 1999..Morti scomodi.org. Bergamo 1997.Don Durito della Lacandona. . Datanews. passato e futuro del movimento zapati- sta. Roma 2004.Punto e a capo. . Roma 2009. Marco Tropea Edi- tore. Minimum Fax.Libertad y dignidad. Molti dei suoi testi tradotti in italiano possono essere reperiti sul sito del Comitato Chiapas ‘Maribel’ di Bergamo all’indi- rizzo http://chiapasbg. . . Giunti. con Paco Ignacio Taibo II. Scritti su rivoluzione zapatista e impero. la pietra e l’acqua. Narrazioni dei popoli indigeni durante l’Altra Campagna. Moretti & Vitali.I racconti del vecchio Antonio. Intra Moenia. . 55 .La storia dei colori.mx/. Milano 2005. Alegre. Presente. l’albero. Bergamo 1998. Napoli 2009.